Attività svolte per il Comune di Palermo

La Energy Auditing ha svolto nel 2008 e nel 2009 per il Comune di Palermo Audit energetici, attività esterne comprendenti il reperimento dei dati di consumo, i sopralluoghi, i rilievi, e attività interne quali elaborazioni e proposte rispondenti alla necessità di razionalizzazione dei consumi, evidenziare volumi di risparmio attraverso interventi di limitata spesa, promozione di fonti rinnovabili.
Durante il biennio 2008 2009 è stato analizzato un campione di 103 siti comunali attraverso una univoca metodologia di lavoro, i dati ottenuti sono stati correlati a numerosi fattori che hanno permesso di determinare una classifica, che in relazione al parametro considerato, ha consentito di evidenziare le varie criticità, le proposte di intervento e i relativi costi benefici evidenziando anche i tempi di ritorno degli investimenti.
Gli investimenti riportati dalla tabella riepilogativa spaziano tra quelli economici o di limitata spesa considerati anche prioritari e/o di rapidi tempi di ritorno, ad interventi più significativi cui concorre un tempo di ritorno più lungo.

Metodologia Applicata

Preventivamente ci si è muniti di planimetrie, quindi si sono avviate le operazioni di sopralluogo dove sono state raccolte informazioni riguardanti i dati tecnici del plesso (tipologia costruttiva, epoca di realizzazione, impianti tecnologici esistenti, etc.), e si sono reperite le fatture relative ai consumi di energia elettrica. 
Si sono analizzati l’involucro edilizio, la sua tipologia, la copertura, le superfici disperdenti, i locali riscaldati e/o raffrescati, i serramenti, gli impianti termici ed elettrici, i corpi illuminanti, le apparecchiature presenti, gli orari di utilizzo, la frequenza, la tipologia di utilizzatori, gli errati usi e/o cattive abitudini e infine i dati di consumo storici/istantanei disponibili sul display dei contatori.
Nell’intento di fornire delle valide proposte di intervento, la metodologia applicata ha previsto l’utilizzo della “Guida per il contenimento della spesa energetica nelle scuole” (pubblicata da ENEA/FIRE), che ha consentito di uniformare i dati raccolti e di gestirli indipendentemente dal sito in oggetto, dalla tipologia, dall’ampiezza e dal numero degli alunni.
La valutazione di merito della qualità energetica del sito in esame è avvenuta attraverso il confronto di consumi energetici specifici, opportunamente “normalizzati”, con quelli medi ottenuti da un campione rappresentativo di scuole similari.
In particolare, i consumi specifici della scuola in esame sono stati valutati in base alla loro collocazione nelle “classi di merito”, elaborate con i consumi specifici del campione. Questo confronto ha consentito di far emergere la “qualità energetica” della scuola nell’ambito delle scuole similari. 
Noti i consumi di combustibile e di energia elettrica, e considerato che questi dipendono prevalentemente dalle ore giornaliere di utilizzo della scuola e dalle caratteristiche dell’edificio, si sono relazionati ai rispettivi volumi riscaldati e superfici illuminate al periodo di utilizzo.
Sono stati corretti successivamente i consumi con i fattori di normalizzazione e ciò ha permesso di ottenere gli Indicatori Energetici Normalizzati per riscaldamento I.E.N.R e per l’energia elettrica I.E.N.E.
Quest’ultimo è stato ricavato più semplicemente dal rapporto tra il consumo medio annuo e la superficie dei piani, normalizzato unicamente rispetto all’orario di funzionamento della scuola.
Dopo aver determinato quindi l’I.E.N.R, espresso in Wh/m³ x GG (gradi giorno) x anno, e l’ I.E.N.E espresso in kWh/m² x anno, si sono confrontati i risultati con delle classi di merito di riferimento che hanno consentito la classificazione dell’edificio analizzato.

Analisi dei dati raccolti

La metodologia descritta è stata applicata alle 103 scuole e attraverso l’analisi dei dati ottenuti è stato possibile avviare una serie di elaborazioni incrociate che hanno permesso di ottenere notevoli informazioni e poiché nella quasi totalità dei casi ai consumi relativi il riscaldamento, per effetto della latitudine e delle temperature esterne, corrispondeva un I.E.N.R tra il valore buono e sufficiente, le analisi hanno riguardato soltanto gli aspetti dell’energia elettrica. Resta ad ogni modo presente la linea guida dell’ottimizzazione degli orari di funzionamento, degli interventi per il miglioramento dell’efficienza degli impianti di riscaldamento e le proposte di intervento per il contenimento delle emissioni e  per il miglioramento della qualità ambientale.

E' stato possibile riassumere le tipologie di criticità che concorrono all’eccesso dei consumi di ogni singola scuola, sebbene i sopralluoghi abbiano anche evidenziato che alcune di queste sono pressoché presenti in ogni sito. Tra queste si menziona un uso non razionale degli impianti e/o impianti di illuminazione in funzione anche quando non necessario.
Non si sono rilevati sistemi di accensione e spegnimento automatici in funzione delle reali necessità (crepuscolari), o in funzione dell’uso degli ambienti (rilevatori di presenza volumetrici), o in funzione delle ore di utilizzo (temporizzatori). Le nostre analisi hanno evidenziato anche la presenza di apparecchiature per il riscaldamento alimentate ad energia elettrica ad integrazione dell’impianto di riscaldamento presente e/o in sostituzione dello stesso e in qualche caso “strani” consumi ampiamente fuori media.

Il grafico mostra la distribuzione in percentuale relativa agli eccessi di consumo delle criticità rilevate, posto 100% l’eccesso riscontrato sul campione di 103 scuole, si è stimato che il 35% dell’eccesso dei consumi proviene dall’illuminazione non necessaria degli ambienti, il 25% dall’uso non razionale degli impianti, il 15% dalla mancanza di dispositivi automatici, il 10% dalla presenza di apparecchiature ad integrazione e/o sostituzione del riscaldamento o raffrescamento, il 10% dalla mancanza di manutenzione degli impianti di illuminazione e il 10% da altri fattori dove ad esempio si sono registrati consumi totalmente anomali.

Interventi proposti

Si è proceduto quindi a proporre soluzioni che tendevano a contenere gli eccessi, rimanendo sempre nell’ambito di interventi a costo zero o di limitata spesa.
Gli interventi proposti si sono suddivisi in tre grandi categorie:

  1. Interventi che incrementano l’uso razionale dell'energia e correggono le cattive abitudini;
  2. Interventi per l’installazione di automatismi in funzione delle reali necessità;
  3. Interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.


E più specificamente:

  • Sensibilizzazione all’uso razionale dell’energia relativamente all’illuminamento degli ambienti adibiti alle attività.
  • Incentivazione al personale addetto alla gestione degli impianti nonché i docenti e non docenti all’uso degli impianti solo quando questo è realmente necessario. 
  • Nomina di un responsabile delle attività di contenimento della spesa energetica all’interno della scuola.
  • Installazione di sistemi automatici di accensione e spegnimento degli impianti di illuminamento interno in funzione delle reali necessità. 
  • Manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti di illuminazione installati. 
  • Provvedimenti intesi ad aumentare (o come si dice comunemente a migliorare) il fattore di potenza cosφ di un dato carico (Energia reattiva e Rifasamento), allo scopo di ridurre, a pari potenza attiva assorbita, il valore della corrente che circola nell'impianto.


Il foglio elettronico allegato riassume numericamente tutti i concetti esposti fino ad ora e riguarda, come già detto, “soltanto” i consumi considerati in eccesso evidenziati dalla metodologia applicata relativamente alla condizione limite “sufficiente”.

Conclusioni

Lo studio ha comunque evidenziato, che è possibile diminuire sensibilmente gli eccessi di consumo attraverso degli interventi che hanno costi contenuti rispetto i benefici prodotti.
Più specificamente, dal riepilogo si evince che la sensibilizzazione del personale all'uso razionale dell'energia, l'installazione di dispositivi di accensione e spegnimento automatici, anche relativamentente alla presenza del personale e/o all'uso degli impianti possono concorrere a sensibili volumi di risparmio. La sostituzione dei corpi illuminanti, così come gli interventi di rifasamento o l'installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture, completano l'offerta degli investimenti che rientrano tra quelli a "costo zero" per l’amministrazione.